La Moratoria: quali impatti ha nel bilancio della tua azienda?

Caro Cliente,
sei una micro, piccola o media impresa (PMI) operante in Italia che ha aderito alla moratoria prevista dal Decreto Cura Italia?

In tal caso, ti sarai posto il dubbio di come trattarla ai fini contabili nel tuo bilancio d'esercizio.

Con questa nota, desideriamo ragionare insieme a te su come procedere operativamente.

Innanzi tutto, dobbiamo evidenziare che il Decreto Cura Italia non ha introdotto alcuna deroga ai criteri di valutazione da adottare nel bilancio.  La contabilizzazione della moratoria però è differente a seconda che la tua società:

  • non utilizzi il criterio del costo ammortizzato
  • utilizzi il criterio del costo ammortizzato

Ti ricordiamo che il criterio del costo ammortizzato deve essere applicato da tutte le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria dal 1° gennaio 2016. Sono quindi esonerati: le piccole imprese, che redigono il bilancio in forma abbreviata, le micro imprese, i crediti ed i debiti già esistenti alla data del 1° gennaio 2016, le imprese per le quali gli effetti dell'utilizzo del costo ammortizzato sono irrilevanti in bilancio.

Vediamo insieme come procedere a seconda del criterio adottato.

 

SE NON UTILIZZI IL CRITERIO DEL COSTO AMMORTIZZATO

La regola che devi seguire è la seguente: "il beneficio per il debitore è rilevato per competenza lungo la durata residua del debito".

Quando contabilizzi un'operazione di leasing, la regola generale prevede che si utilizzi il metodo patrimoniale. Il metodo patrimoniale prevede che i canoni corrisposti a fronte dei beni locati vengano rilevati tra i costi della produzione, alla voce B8 "per godimento di beni terzi" del Conto Economico. Anche la quota del maxi canone iniziale di competenza dell'esercizio è rilevata tra i costi della produzione alla medesima voce del Conto Economico (B8), mentre la parte di costo non di competenza dell'esercizio è rinviata agli esercizi successivi attraverso l'iscrizione di un risconto attivo. La rilevazione in bilancio del bene oggetto di leasing avviene solo dopo l'esercizio del riscatto.

In caso di moratoria:

  • se hai aderito alla sospensione della sola quota capitale dei canoni di leasing, l'importo dei canoni da pagare è costituito esclusivamente dalla quota di interessi calcolata sul debito residuo alla data di inizio della moratoria. In questo caso avviene:
    • la traslazione in avanti del piano di ammortamento per un periodo uguale a quello della moratoria accordata e il conseguente prolungamento della durata del leasing con posticipazione anche dell'opzione finale di riscatto;
    • il rimborso della quota capitale prevista dal piano di ammortamento originario a partire invece dal termine della moratoria stessa.
  • se hai aderito alla sospensione dell'intero canone di leasing, in questo caso avviene:
    • la traslazione in avanti del piano di ammortamento per un periodo uguale a quello della moratoria accordata e il conseguente prolungamento della durata del leasing con posticipazione anche dell'opzione finale di riscatto;
    • gli interessi che maturano durante il periodo della moratoria sono calcolati sul capitale residuo al tasso di interesse del leasing originario e tale importo sarà ripartito sui canoni futuri;
    • il rimborso della quota capitale prevista dal piano di ammortamento originario a partire invece dal termine della moratoria stessa.

Quindi, la moratoria a cui hai aderito è di fatto un'operazione di ristrutturazione che ti consente di modificare la tempistica dei pagamenti originari. Pertanto, rientra fra le operazioni con beneficio differito per il debitore e non devi iscrivere nel conto economico della tua società alcun utile da ristrutturazione.

Rispetto a quanto contabilizzato nel tuo conto economico circa l'operazione di leasing, a seguito della moratoria devi rimodulare l'importo da imputare a partire dal 2020, secondo il principio di competenza.

Dal punto di vista operativo, è necessario che effettui il conteggio che sotto ti riportiamo per determinare il nuovo canone di competenza post moratoria.

 

Canone di competenza

I dati per il calcolo li trovi nel piano di ammortamento disponibile nella tua area riservata di Sella Leasing Web a cui puoi accedere da questo link AREA RISERVATA.

A questo punto, devi rilevare, alla data di chiusura del tuo bilancio, un rateo passivo, tramite la seguente scrittura contabile:

Canoni passivi di leasing a    Ratei passivi

Tale rateo passivo va indicato in quanto il costo dei canoni, pur essendo di competenza del 2020, non è stato rilevato in contabilità al 31.12 non essendo stato pagato per l¿adesione alla moratoria.

Poiché la moratoria non ha interessato tutto il 2020 ma ha avuto decorrenza solo dal momento in cui ne hai fatto richiesta e Sella Leasing te l¿ha accordata, devi determinare la competenza economica del leasing nel 2020 in due periodi:

  • periodo non interessato dalla moratoria, in cui i canoni imputati in bilancio sono costituiti da quota capitale e quota interessi e la competenza economica deve essere determinata secondo le regole ordinarie (come fatto negli anni precedenti);
  • periodo interessato dalla moratoria, in cui i canoni di competenza devono essere determinati applicando la formula sopra indicata.

I ratei passivi che hai iscritto quest'anno nello stato patrimoniale, negli esercizi a venire si ridurranno sino ad azzerarsi con il pagamento dell'ultimo canone di leasing.

Ti ricordiamo che gli effetti della moratoria dovranno essere anche illustrati nella nota integrativa al bilancio d'esercizio (come previsto dall'art. 2424, comma 1, numero 22 del codice civile). Ovviamente tale obbligo non interessa le società che redigono il bilancio in forma abbreviata e le micro-imprese.

 

SE UTILIZZI IL CRITERIO DEL COSTO AMMORTIZZATO

Se utilizzi il criterio del costo ammortizzato, la moratoria non implica la sostanziale modifica dei termini dell'indebitamento; infatti, il solo allungamento del piano finanziario del leasing non rientra tra le casistiche di modifica sostanziale. Pertanto, devi semplicemente applicare quanto previsto per la revisione delle stime e fare quanto segue:

  • ricalcolo del valore contabile del debito, alla data di revisione della stima dei flussi finanziari, attualizzando i rideterminati flussi finanziari al tasso di interesse effettivo calcolato in sede di rilevazione iniziale;
  • iscrizione della differenza tra il valore attuale rideterminato del debito, alla data di revisione della stima dei flussi finanziari futuri, e il suo precedente valore contabile alla stessa data a conto economico, tra gli oneri o i proventi finanziari;
  • iscrizione dei costi di transazione iniziale a rettifica del valore iniziale, con ammortamento lungo la durata del debito.

Per approfondimenti ti invitiamo a rivolgerti al tuo consulente contabile e fiscale.